
Nepal, la corsa contro il tempo delle équipe umanitarie con i generi di primo soccorso
L’immediata mobilitazione di numerose organizzazioni umanitarie per soccorrere le popolazioni colpite dal devastante terremoto. Già partita l’équipe di Medici Senza Frontiere, mentre sono in arrivo gli aiuti da parte degli operatori di Oxfam e UNICEF
ROMA – Medici Senza Frontiere(MSF) sta inviando quattro équipe di personale medico e non medico in Nepal per aiutare le persone colpite dal terremoto. Le équipe sono partite stamattina presto dallo Stato di Bihar in India, che si trova vicino al confine con il Nepal e dove MSF lavora dal 2007. Nel Paese colpito dal devastante terremoto di magnitudo 7.8 che ha già provocato oltre 2.000 morti, anche 3.000 kit sanitari e di generi di primo soccorso. Il sisma ha scosso la Valle di Kathmandu poco prima del mezzogiorno di sabato. Anche se l’entità dei danni è ancora sconosciuta, diverse case ed edifici sono crollati a Kathmandu e nelle zone circostanti. Scosse sono state fortemente avvertite anche nel nord dell’India, negli Stati di Bihar e Uttar Pradesh.
La metà della popolazione è fatta di bambini. L’UNICEF sta mobilitando una risposta urgente per soddisfare le esigenze dei bambini colpiti dal terremoto a Kathmandu, nell’area colpita dal terremoto. Poiché i bambini rappresentano la metà della popolazione del paese, l’Agenzia dell’Onu teme che il disastro, avrà un gravissimo impatto sui minori. L’UNICEF ha così pre-posizionato aiuti, tra cui tavolette per la potabilizzazione dell’acqua, kit per l’igiene, teloni e scorte alimentari, e sta lavorando con il governo e altri partner per soddisfare le esigenze immediate dei bambini in materia di acqua e di servizi igienico-sanitari, protezione dell’infanzia, salute e nutrizione. Il sisma ha distrutto le reti cellulari in molte aree e manca l’energia.
E la terra non smette di tremare. A poche ore dal forte terremoto che ha colpito il Nepal, Oxfam è al lavoro per una valutazione dei danni e decidere le prime misure d’intervento. Nel frattempo una squadra di esperti sta partendo dalla Gran Bretagna per portare via aerea acqua pulita, cibo e kit igienico-sanitari. Cecilia Keizer, direttore di Oxfam in Nepal, ha detto: “La comunicazione è attualmente difficile, le linee telefoniche non funzionano e la mancanza di elettricità non ci consente di ricaricare i cellulari. Non c’è acqua. Il numero delle vittime continua ad aumentare, molte vecchie case sono crollate, ma il sisma non ha risparmiato edifici più moderni. Vista la vicinanza all’epicentro, anche Pokhara deve essere stata seriamente colpita. Oxfam sta aiutando con distribuzione di acqua e cibo. La gente è in strada, molto spaventata perché la terra non ha smesso di tremare a causa delle scosse di assestamento”. Il network di organizzazioni Agire ha messo a disposizione strumenti per contribuire alla raccolta fondi. Si può consultare il sito www.agire.it.
Fonte: http://www.repubblica.it/ |
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